Struttura del suolo: un mondo di “aggregati” sotto i nostri piedi

Quando pensiamo al suolo, spesso immaginiamo solo un semplice strato di terra. Ma abbiamo visto che in realtà la struttura del suolo nasconde una complessità affascinante che determina la sua salute, fertilità e capacità di sostenere piante, animali e tutta la vita terrestre. Dopo avervi parlato dei diversi tipi di suolo e della sostanza organica oggi ci immergiamo nella sua struttura, un aspetto cruciale ma meno noto che vale la pena esplorare.

Ho iniziato a scrivere questi articoli dopo essere stata scelta come ambassador per il Progetto Europeo ECHO SOIL Horizon Europe. Negli ultimi mesi, durante i miei studi sul suolo e sull’innovazione in agricoltura, ho raccolto riflessioni dal campo che voglio condividere con chiunque voglia saperne di più su questi temi. Articoli semplici, divulgativi, per appassionati di natura, tecnologia o anche solo per semplici curiosi.

Cos’è la struttura del suolo?

La struttura del suolo si riferisce all’organizzazione delle particelle di sabbia, limo e argilla in aggregati più o meno stabili, chiamati grumi o aggregati. Questi aggregati formano una rete porosa che influenza il movimento dell’acqua, la circolazione dell’aria e l’attività biologica al suo interno. 

In termini semplici, la struttura si configura come l’“impalcatura” del suolo che tiene unite le particelle; senza di essa, il suolo sarebbe una polverina senza forma, incapace di sostenere il delicato equilibrio della vita.

La composizione del suolo è composta da 4 parti: Minerali, Acqua, Aria, Sostannza Organica.

L’aria tellurica: il respiro nascosto del suolo
Un elemento spesso trascurato ma fondamentale nel suolo è l’aria tellurica, ovvero l’aria che si trova negli spazi porosi tra gli aggregati del terreno. Questa aria è diversa da quella che respiriamo perché ha una composizione che può variare a seconda della ventilazione del suolo e dell’attività biologica interna. L’aria tellurica fornisce ossigeno indispensabile per la respirazione delle radici delle piante e dei microrganismi, mentre aiuta a smaltire anidride carbonica e altri gas prodotti dal metabolismo del suolo. Una buona struttura del suolo garantisce un’adeguata aerazione, mantenendo viva l’aria tellurica e assicurando un ambiente favorevole per la salute e la fertilità del terreno. Prova a indovinare cosa succede se favoriamo la compattazione del suolo.

Perché la struttura del suolo è importante?

Una buona struttura favorisce:

  • L’aerazione: La presenza di spazi vuoti tra gli aggregati consente lo scambio di gas fondamentale per radici e microrganismi.
  • Il drenaggio e la ritenzione idrica: I pori più grandi tra gli aggregati permettono all’acqua in eccesso di defluire, mentre quelli più piccoli aiutano a trattenere l’umidità disponibile per le piante.
  • La resistenza all’erosione: Suoli ben strutturati sono meno soggetti a compattazione e dilavamento causati da vento e pioggia.
  • La vita del suolo: Microrganismi, funghi, insetti e radici hanno spazio per muoversi e interagire, mantenendo il suolo vivo e fertile.

Principali tipi di strutture del suolo

Gli scienziati riconoscono molte forme di aggregazione, ma alcune sono le più comuni e influenti:

  • Struttura granulare: Piccoli agglomerati che ricordano palline o granuli, tipica dei suoli ricchi di humus, come quelli delle zone agricole fertili.
  • Struttura a blocchi: Aggregati angolosi o subangolosi, che appaiono come piccoli blocchi interconnessi. Spesso nei suoli argillosi.
  • Struttura prismatica o colonnare: Colonne verticali o pilastri, tipiche delle zone aride o in presenza di elevate concentrazioni di sodio.
  • Struttura lamellare: Strati sottili sovrapposti, che possono causare problemi di drenaggio.

Sappiamo come si forma il suolo, ma come si forma la struttura del suolo?La formazione degli aggregati è un processo dinamico e complesso che dipende da diversi fattori:

  • Materia organica: L’humus e altre sostanze organiche agiscono come “collante” naturale, legando le particelle minerali.
  • Attività biologica: Radici, funghi micorrizici e microorganismi secerne sostanze che promuovono l’aggregazione.
  • Processi chimici: La presenza di minerali come ossidi di ferro e alluminio contribuisce alla stabilità degli aggregati.
  • Movimenti fisici: Cicli di bagnatura e asciugatura, gelo e disgelo, oltre all’azione del vento o acqua, modellano la struttura nel tempo.

In generale, come possiamo valutare la struttura del suolo?

Gli agronomi e i pedologi esaminano la struttura osservando campioni di terreno in laboratorio o direttamente sul campo, cercando:

  • Dimensione degli aggregati: da pochi millimetri a diversi centimetri
  • Stabilità: resistenza alla disgregazione in acqua
  • Forma e disposizione

Esistono metodi più avanzati come l’analisi al microscopio elettronico o la tomografia computerizzata per studiare la struttura su scala microscopica.

Come avviene la valutazione della struttura del suolo nel protocollo ECHO

La valutazione della struttura del suolo nel protocollo del progetto ECHO avviene attraverso un’analisi pratica sul campo.

  • Si osservano direttamente sul terreno la forma e la dimensione degli aggregati di sabbia, limo, argilla e materia organica, che costituiscono la struttura del suolo.
  • Viene valutata la stabilità degli aggregati, cioè la loro capacità di mantenersi integri senza sbriciolarsi, elemento importante per capire la salute del suolo.
  • Gli aggregati sono classificati in vari tipi strutturali come granulare, a blocchi, prismatica, massiva, ecc., ognuno con un impatto diverso su acqua, aria e vita del suolo.
  • Questa analisi si accompagna alla valutazione della tessitura (percentuali di sabbia, limo e argilla) tramite metodi manuali come il “texture-by-feel”.

I dati raccolti vengono registrati nell’applicazione dedicata che consente di garantire rigore scientifico, standardizzazione e comparabilità trai i dati europei.

Questa procedura consente una valutazione diretta, semplice ed efficace della struttura, considerando sia aspetti fisici che biologici, integrandosi in un quadro più ampio di monitoraggio della salute del suolo in Europa

La struttura del suolo è ciò che “meccanicamente” permette la sua vitalità: un tessuto intrecciato di minerali, materia organica e vita che determina la capacità del suolo di sostenere ecosistemi resilienti.


Capire e valorizzare questo aspetto ci permette di prenderci cura meglio del terreno, assicurando che non sia solo “terra”, ma una vera e propria risorsa viva per le generazioni future.

Non voglio mettere troppa carne al fuoco, e se vi interessa approfondire di più nel prossimo articolo entreremo nel pratico: Cura e gestione della struttura del suolo – alcune considerazioni generali su ampia scala e l’esempio pratico del tuo giardino. In seguito parleremo dei microorganismi che abitano il suolo e del loro ruolo nel mantenimento della struttura e della salute del terreno. 

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